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giovedì 18 aprile 2013

Nella casa

Le vite degli altri


Film francese del 2012 diretto da François Ozon.

Claude Garcia è uno studente molto dotato in tutte le materie ed ha un talento innato per la scrittura. Leggendo un suo tema, il professore Germain rimane colpito dalle sue capacità e lo incoraggia nel suo proposito di descrivere, dall'interno, la vita della famiglia di un suo compagno di classe. Una famiglia normale, senza problemi e apparentemente felice. Ma l'intrusione di Claude nell'intimità della famiglia potrebbe incrinarne la stabilità.

In quella casa si avvertiva un'aria di grettezza, di conformismo solo vagamente alternativo, si sentiva un riserbo un po' ipocrita, in definitiva si percepiva l'odore della classe media. Proprio da quell'odore io ero attratto. Era penetrante, irresistibile, pungente. Era l'odore della normalità, della tranquillità, della serenità, della sonnolenta vita degli uomini e delle cose, l'odore di una famiglia della classe media.  E anche se su tutto sembrava si fosse deposta una sottile, impalpabile polvere grigia, io in quella casa dovevo entrare. In ogni modo. Dovevo trovare un pretesto, un pretesto qualsiasi per potermi intrufolare. Avrei percorso il corridoio lindo di quella casa, ne avrei constatato la pulizia e l'ordine perfetto, avrei sentito l'odore penetrante di Esther, la padrona di casa, la donna della classe media. E poi mi sarei seduto sulla panchina del parco, di fronte la casa, sorridendo candidamente, non ricordando più nulla, non udendo più nulla, perché ormai ero entrato nel mio paradiso. (continua...)

Un film geniale, letterario, molto letterario, perfetto sotto tutti i punti di vista. Ozon è un genio e questo è, per me, il suo film migliore.

10/10
In the House (2012) on IMDb


musica appropriata: M. Ward, For beginners

17 commenti:

  1. Andrò a vederlo stasera, ne sto leggendo solo bene.

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    1. Mi ha davvero entusiasmato! Un film riuscitissimo, da incorniciare!

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    2. Sono curioso di sapere cosa ne pensi nel tuo blog.

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    3. dammi il tempo necessario e lo scoprirai presto! :)

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  2. Lo volevo vedere nel week-end senza molte aspettative, ora lo vedrò aspettandomi il capolavoro. Maledizione, bombus, mi scarti i regali e mi mostri la sorpresa :D

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    1. Cavolo, forse il 10 è esagerato :) Comunque mi è piaciuto moltissimo, sarà perché adoro Ozon e tutto (quasi) il cinema francese.

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  3. 10/10? e mo' mi hai caricato a pallettoni! già lo aspettavo con una certa impazienza ma ora mi hai messo veramente l'ansia di vederlo...

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    1. Non si può perdere un film così colto, radical, metaletterario, originale, intelligente, arguto, perverso, geniale, suggestivo, creativo! Sarebbe da pazzi!

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  5. Incredibile quante proiezioni e Doppi sono presenti in questo film...come scrivi molto letterario, direi a maggior ragione 'metacinematografico'! Hai pensato anche al Pasolini di Teorema? Comunque la parte finale non credo mi abbia convinto del tutto, la devo ancora rielaborare. Forse anche in virtù di ciò personalmente non mi sbilancio così tanto. Non il migliore di Ozon, ma senz'altro il migliore degli ultimi anni.

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    1. Sì, hai ragione, metacinematografico è perfetto! Anch'io avevo pensato a Teorema, anche se manca quasi completamente la satira sociale. Però c'è dell'altro: lo scambio di ruoli, il confondere, mischiare scientemente realtà e finzione, vero e falso. C'è De Unamuno, Bolaño e Borges. C'è in definitiva un corso di scrittura creativa. Il finale, questione di gusti, l'ho trovato perfetto: cosa c'è di più bello per chi ama ascoltare e creare storie che condividerle e crearle insieme con il tuo allievo/maestro? Quei due potrebbero stare anni su quella panchina ad ascoltarsi a vicenda. Che bello!

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    2. Mi riferivo al pre-finale

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    3. Scusa, come non detto (scritto).

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  6. Carino, sarà che avevo troppe aspettative, ma fondamentalmente non l'ho trovato il capolavoro che mi aspettavo. In sostanza, non ho digerito tutti quei colpi di scena, cioè erano davvero troppi, troppi colpi di scena, consecutivi, uno via l'altro, mi sembrava dovessero mascherare la mancanza di un vero e proprio centro nella trama: ho capito l'intento metacinematografico, la riflessione che Ozon probabilmente fa su di sé, l'accennata critica classista etc., ma boh, mi è parso che mancasse il collante del tutto, qualcosa che giustificasse una storia dove non potevi riprendere il fiato che, , subito un avvenimento ti stravolge tutto. Ma probabilmente dovrei rivederlo. Del resto, con "Holy motors" avevi ragione tu.

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    1. La tua critica è plausibile, i colpi di scena in effetti sono ripetuti e ininterrotti. Ma, secondo me, non è un limite. È come un romanzo in formazione, dove le soluzioni sono molteplici, i personaggi in divenire, e lo scrittore è ancora indeciso su quale piega debba prendere la storia. Un po' come nei romanzi di de Unamuno, dove i personaggi stessi decidono la loro sorte.

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